venerdì 30 novembre 2012

Testimonianza positiva riguardante il Metodo di Bella



TESTIMONIANZA LNH TRATTATO CON MDB REMISSIONE TOTALE

Sono Roberto ho 47 anni, abito a Verona. 
Fino al 2006 sono sempre stato bene, sono sempre stato sportivo, praticavo calcio, corsa e in quel periodo bicicletta, non ero in sovrappeso, non fumavo. Nel giugno 2006 per un controllo occasionale mi è stato diagnosticato un carcinoma primitivo a cellule chiare sul rene destro con conseguente asportazione totale dello stesso, all’intervento non è seguita nessuna chemio. Nella stessa occasione mi è stato asportato anche un linfonodo ingrossato in zona inguinale destra. L’esame istologico diceva……sospetta malattia linfoproliferativa, da allora ogni 6 mesi analisi e controlli vari eco/tac in regime di follow-up. Nel 2007, mi trovano, durante questi controlli semestrali, in prossimità del testicolo destro una massa strana, sottoposto ad intervento mi viene asportata parte del testicolo destro, risultato : tumore di Leydig primitivo ben chiuso come un nocciolo !!!!Ho continuato a fare controlli ogni 6 mesi, in uno di questi, nel 2008 mi diagnosticano anche la tiroidite di Hashimoto. Alla fine del 2009, precisamente il giorno di Natale, mi è comparso un ammasso di linfonodi in zona inguinale destra tra i vasi iliaci e la vescica con diametro superiore ai 7 cm. Vengo operato a gennaio 2010 per asportazione di parte dei linfonodi per diagnosi: Linfoma LNH centrofollicolare e diffuso grado 2 stadio. 2, midollo non intaccato e malattia solo in zona iliaca. Inizio a marzo 2010 immuno-chemioterapia n.6 cicli r-cvp e n.20 radioterapie, termino il tutto a fine settembre 2010. Al controllo di novembre però il linfoma era sempre lì nello stesso posto e con le stesse dimensioni !!! I medici pensano allora che il linfoma, nell’arco della terapia si sia trasformato e sia diventato più aggressivo, e che per questo le cure non abbiano funzionato. Quindi decidono che devono nuovamente eseguire biopsia per ottenere una nuova diagnosi. A gennaio 2011 nuovo ricovero con asportazione della maggior parte della massa linfonodale per ulteriore diagnosi : Linfoma LNH B diffuso a grandi cellule centro follicolare (quindi era per questo che la terapia non aveva funzionato! Il linfoma era più aggressivo!) Tengo a precisare che essendo i linfonodi da analizzare in zona molto profonda, i due interventi sono stati pesanti e la convalescenza discretamente lunga. Mi hanno così proposto di iniziare immuno-chemioterapia ciclo n. 2/3 r.chop e poi chemio ad alte dosi con relativo autotrapianto.......etc etc. Nel frattempo, visto che per il linfoma, la diagnosi iniziale è così importante per impostare la cura, e sempre con il dubbio che fosse stato sbagliato l’esame istologico del 2009, decido di portare i vetrini ad analizzare anche a Bologna per sicurezza. La diagnosi per loro è ancora : LINFOMA LNH CENTROFOLLICOLARE E DIFFUSO GRADO 2 STADIO 2 midollo non intaccato e malattia sempre e solo in zona iliaca, quindi non era variato! Allora perché mi propongono la stessa cura se la prima volta non ha funzionato cosa mi fa credere che la seconda funzionerà? Il 24 Febbraio avrei dovuto iniziare le prime terapie ….ma non ero pronto a tutto questo.!!!!!!!!!! Non ero convinto, mi dicevo; ma se l’autotrapianto lo propongono a chi ha il linfoma diffuso in varie parti del corpo, con anche il midollo infiltrato, perché a me, che tutto sommato ce l’avevo solo localizzato in zona iliaca, mi propongono di usare terapie tanto aggressive, e se poi ritorna? Che altre armi mi restano da usare con un fisico ormai debilitato? Inoltre, pensavo sempre che avevo un rene solamente, come avrebbe potuto sopportare questo bombardamento? Grazie a mia moglie …..ed alla nostra tenacia ci siamo documentati sulla Terapia di Bella in quei pochi giorni che ci rimanevano prima di iniziare le terapie. Devo soprattutto ringraziare anche……..Anna una grande amica conosciuta in internet, paziente MDB, che con la sua disponibilità e umanità ha saputo rispondere ai miei… ‘ma’ e ai miei …’se’ di quei momenti, dandomi un grande supporto e soprattutto la possibilità di prendere appuntamento per un visita lampo con il Dott. Todisco ….Il mio Dottore della TERAPIA DI BELLA !!!!!!! Dal giorno della visita con il Dott.Todisco le cose sono cominciate a girare per il verso giusto, dopo anni di controlli, dove trovavano sempre qualcosa di nuovo è cominciato il periodo dei controlli che andavano bene: mercoledi 13 aprile ho avuto il primo controllo dopo un mese dall'inizio della nuova terapia con il metodo di Bella, la terapia ha dato una buona risposta, la massa si era ridotta di un 15% circa, ero contento e più tranquillo.Il dott. XXXXXX era soddisfatto di questo primo controllo ed io più di lui ......la strada mi sembrava quella giusta !!!! Proseguo il mio cammino con tanta fiducia e speranza. Lunedì 23 maggio ho fatto seconda eco di controllo dopo circa 80 giorni dall’inizio terapia MDB. Con molto stupore e scetticismo, l’ecografista dopo 10 minuti …….di silenzio e poche parole…mi comunica che ha quasi paura a dirmi……….CHE NON TROVA + LA MASSA…..e che quello che rimane è secondo lui solo tessuto cicatriziale, inoltre la vena femorale ( che mi preoccupava molto) e che era soggetta a compressione dalla massa in oggetto, è ora quasi completamente LIBERA !!!!!!! E difficile trovare le parole per commentare questo strabiliante risultato ottenuto …….speravo sicuramente in una riduzione ulteriore ma non immaginavo ……certamente questa magnifica risposta …..anche il Dottore Todisco è molto contento. Lunedì 25 luglio ho fatto terza eco di controllo dopo 5 mesi dall’inizio terapia MDB. Sono BELLO PULITO !!!!! Lunedì 17 ottobre, ulteriore eco di controllo addome, inguine, scroto ed è ancora tutto meravigliosamente pulito! E’ vero che la somatostatina serale mi ricorda sempre che sono un paziente in cura, ma devo dire che la qualità della mia vita è notevolmente migliorata sul piano psicologico, non più attese fuori dalla porta per aspettare un dottore che mi da diagnosi infauste, non più il terrore di aprire una busta, non più quella sensazione che dentro una provetta ci sia un verdetto, non più ospedali !! Lo stato fisico generale è buono, posso tranquillamente fare una bella corsetta di 10 km., oppure 60-70 km in bicicletta senza strafare e con facilità, mi stupisco anch’io di tutto questo. Ciao carissimi, a marzo è un anno che sono in cura con il MDB per un linfoma non H. centrofollicolare grado 2 stadio 2……. ….un anno tutto in discesa, pieno di risultati positivi. Ho così man mano che il tempo passava riacqiustato quella fiducia persa nei mesi precedenti, alla sola vista dell’ospedale mi assaliva una sensazione strana…di rigetto e di oppressione…..mi sentivo in balia degli eventi…sbattuto da una parte all’altra……tutto questo ora è….passato. Il presente è pieno di fiducia e speranza…….e guardo positivamente verso il futuro. Ho iniziato a curarmi con il MDB a marzo 2011……quel male che non voleva assolutamente lasciarmi …..dopo cicli di chemio e radio…….in due mesi di cura con il MDB era come d’incanto sparito…..sgretolato annientato…FINALMENTE SCONFITTO !!!!!!! Tutte le ecografie fatte fino ad oggi sono negative, continuo comunque e costantemente la mia cura……. Che cosa dire ….la mia vita trascorre ora felicemente e nella normalità…... e per un malato non è poco !!!!!!!!!!! Questa è la mia testimonianza …..una delle tante, ma penso molto importante per chi come me ….si trova a dover decidere della propria vita …...

"Critiche" al MDB da parte di altri oncologi


 "Io, oncologo vi spiego perché la Medicina esclude Di Bella"
Paolo Lissoni, oncologo al San Gerardo di Monza, mette in luce i punti di forza e le debolezze della terapia Di Bella e conclude: "Quando le terapie tradizionali falliscono si potrebbe applicare la Di Bella".




Paolo Lissoni, 57 anni, oncologo e endocrinologo. Lavora all’ospedale San Gerardo di Monza dal 1985. E’ stato premiato dal National Cancer Institute di Washington per le sue ricerche sulla ghiandola pineale, su questo argomento ha pubblicato 600 lavori.



Il reparto di oncologia di Monza è l’unico in Italia che offre, accanto alle tradizionali, una terapia “complementare”.
Ossia?
“Il campo delle terapie alternative anti-cancro (usate in abbinamento a chemio e radio) è estesissimo: vischio, aloe, graviola, veleno di scorpione, curcuma, mirra. Noi abbiamo dato la priorità alle sostanze naturalmente prodotte dal nostro corpo. La ghiandola pineale produce melatonina e altre quattro molecole derivate da aminoacidi. Sono molecole – fondamentali nel regolare il sistema immunitario, nel dosare le endorfine (che danno benessere) e nel favorire i processi di coscienza - che variano a seconda delle ore della luce”.
Quindi proponete la melatonina ai pazienti oncologici?
“Si sa da anni che un ammalato di cancro produce livelli bassissimi di queste sostanze prodotte dalla pineale, melatonina soprattutto. Tutti i processi psico-chimici sono alterati in chi ha un cancro”. Date melatonina dopo o durante la chemio? “Dopo e durante per ridurre la tossicità dei chemioterapici. La melatonina ha proprietà antiossidanti, azione anti-proliferativa, potenzia il sistema immunitario (accresce il rilascio dell’interleuchina 2 dai linfociti T), contrasta la carenza di piastrine e la cachessia che sono la debolezza e il dimagrimento tipici di chi fa una chemio…”
La scoperta di Luigi Di Bella…
“Esattamente, tutto il mondo deve essergli grato per questo. La melatonina mette in moto almeno 20 meccanismi antitumorali…”
Però non tutti gli oncologi ci informano di questo…
“Noi lo facciamo”.
Date la melatonina in ospedale?
“Anni fa sì, ora non più. La prescriviamo e si compra in farmacia fra i prodotti da banco”.
Parliamo di Di Bella?
“L’argomento mi coinvolge affettivamente. Negli anni Ottanta conobbi Luigi Di Bella, lo contattai per confrontare con lui i miei studi sulla ghiandola pineale. Trovai un terreno comune ma i miei tentativi di conciliare le due oncologie, la tradizionale e la dibelliana sono tristemente falliti…”
Come mai?
“Da un lato c’è l’ottusità mentale dell’oncologia tradizionale che non conosce o non vuol conoscere gli aspetti biologici, dall’altro la terapia Di Bella che ha avuto (e ha) il grosso limite di non essersi espressa attraverso una sperimentazione clinica”.
Però c’è chi guarisce dal cancro con la Di Bella. “Non basta dire: uno è guarito. Quanti pazienti sono andati bene e quanti male? Questa situazione va avanti da 25 anni. La multiterapia Di Bella deve seguire la sperimentazione clinica che tutto il mondo segue. Sennò si fa confusione, non si comprenderà mai l’efficacia della cura tradizionale rispetto alla Di Bella”.
Se fosse lei a decidere come si comporterebbe? “Raccoglierei i dati e unirei le forze: ai malati che non rispondono alle cure ufficiali darei la Di Bella”.
Quindi la proporrebbe dopo che si è accertato il fallimento della terapia tradizionale, perchè?
“Potrebbe essere un modo per conciliare le posizioni scientifiche e per poter testare finalmente i risultati sul campo. Anche lei mi sta confermando che ha raccolto molto storie di pazienti che dopo il fallimento della tradizionale si sono trovati bene con la Di Bella…”
C’è un altro limite del metodo Di Bella? “L’aspetto immunologico nella cura del cancro è noto da pochi anni, so che Giuseppe Di Bella ogni tanto inserisce al cocktail anche le interleuchine 2 (sostanze prodotte dai linfociti T) per potenziare il sistema immunitario”.
Un aspetto positivo della terapia Di Bella (oltre alla melatonina?)
“Il fatto di somministrare chemioterapici a piccole dosi è stata una geniale intuizione di Luigi Di Bella, oggi si inizia a praticare la “metronomica” che significa appunto curare con dose minima di chemioterapici a intervalli di tempo brevi”.
Piccoli dosi per evitare il fenomeno della chemio-resistenza?
“Questo aspetto va ancora studiato. Quel che è certo però è che le piccole dosi non intossicano l’organismo e hanno effetti immunostimolanti e antiangiogenetici (ossia impediscono la formazione di nuovi vasi sanguigni necessari al tumore per crescere).
Allora pro o contro Di Bella?
“Non ha senso dire ‘pro o contro’, io direi: ognuno dia il meglio di sé e la cosa funzionerebbe se il dialogo fosse solo scientifico, ma è chiaro che entrano in gioco altri interessi. La terapia Di Bella è la punta dell’iceberg che dischiude una tematica immensa: il rapporto tra la scienza e la cultura umana”.

Tre fattori che ne impediscono la riuscita

           Critiche alla sperimentazione:
           Di Bella attribuì il fallimento della sperimentazione a tre fattori:


  • Utilizzo di medicinali scaduti: secondo il rapporto del Nucleo anti-sofisticazione dei Carabinieri firmato dai marescialli Ciro Spiniello e Antonio Barrasso, 1048 pazienti assunsero "un farmaco potenzialmente imperfetto e non più possedente le caratteristiche terapeutiche iniziali [...] Ne consegue che dai risultati ottenuti dalla sperimentazione essa debba essere quantomeno rivista". La procura di Firenze tuttavia archiviò il caso; per la procura non esistevano indicazioni di Di Bella sulla scadenza del preparato prima del suo utilizzo e tutto si era svolto secondo il protocollo concordato. Lo stesso Di Bella inoltre aveva affermato che se custodito in ben precise condizioni al riparo dalla luce e dal calore, lo sciroppo ai retinoidi era del tutto stabile.  
  • Dosaggi errati e preparazioni non corrispondenti alle istruzioni: nella preparazione della vitamina E, utilizzata nella terapia, secondo il promemoria del professore Di Bella è necessario "gorgogliare l'azoto a medio flusso per qualche minuto fino ad eliminazione del solvente organico", in particolare se tale solvente è l'acetone, che presenta una certa tossicità, e uno dei composti conteneva acetone fino a 250 milligrammi per litro. L'Istituto farmaceutico militare di Firenze (che preparò i composti) affermò che l'acetone fu usato secondo le indicazioni del professor Di Bella. I residui di questo solvente, in un secondo tempo, non possono essere completamente eliminati senza distruggere anche i retinoidi. Anche per questo aspetto la Procura archiviò il caso (promosso dall'Aian, l' associazione dei pazienti del professor Di Bella) poiché, nel protocollo d'intesa fra il Ministero della sanità e Di Bella, fra i reagenti previsti per la produzione della soluzione ai retinoidi era previsto proprio l'acetone e non l'alcol, sostanza equivalente sotto il profilo della tossicità. La stessa Procura, da un confronto dei farmaci prodotti a Firenze e a Modena, rilevò che i preparati erano stati giudicati sostanzialmente identici, per cui non si rilevavano differenze di efficacia.
  • Selezione dei pazienti: secondo Di Bella i pazienti erano già in stadio avanzato, ed erano già stati sottoposti a chemioterapia che secondo il professore "ha un effetto deleterio sui pazienti". Era il protocollo concordato tuttavia a prevedere, tra i requisiti di accesso, che il soggetto presentasse uno stadio avanzato di malattia, alcuni protocolli inoltre prevedevano la partecipazione di pazienti non pre-trattati.

Il caso Pantellini

Prima che scoppiasse il caso Di Bella , il metodo del Dott. Gianfranco Valsé Pantellini era sicuramente la terapia contro il cancro più usata e più conosciuta in Italia, nel campo della medicina alternativa.
Come la maggior parte delle scoperte scientifiche più importanti, anche questa trae origine da un caso fortuito e da un errore.
Nel 1947, il Dott. Pantellini consigliò ad un malato di cancro inoperabile allo stomaco, con prognosi di pochi mesi di vita, di bere limonate con bicarbonato di sodio al fine di calmare i forti dolori. Immaginatevi la sorpresa quando, dopo un anno, lo rivide perfettamente ristabilito (il paziente morì infatti d'infarto vent'anni più tardi). Al momento di esaminare le radiografie, pensò che si trattasse di quelle di un altro.
Cos'era successo ?
Il paziente, per errore, non aveva usato il Bicarbonato di Sodio, ma quello di potassio.
"Ebbi come una botta in testa", raccontò un giorno Pantellini. "Feci delle separazioni di limone ed esperidati dei vari acidi presenti e mi accordai con dei colleghi medici, per sperimentarli su alcuni malati di cancro, ormai in fase terminale, che volontariamente si offrirono di assumere, per via orale, citrato di potassio, tartrato di potassio ed esperidato di potassio: non ottenni purtroppo alcun effetto. Quando poi somministrai ai malati l'Ascorbato (vitamina C) di potassio, conseguii i primi riscontri positivi.
Proseguendo nella terapia, i malati di cancro presentavano apprezzabili miglioramenti, già nell'arco di 10-15 giorni. Il dolore scompariva, o quantomeno si attenuava, ed il paziente era in grado di riprendere la propria attività lavorativa. In alcuni soggetti, ancora oggi, a distanza di 40 anni, non risulta alcuna presenza del tumore
".
(Il cofattore K, ediz. Andromeda).
Pantellini proseguì le sue ricerche per quarant'anni, scoprendo che l'Ascorbato di potassio trovava applicazione anche in alcune malattie degenerative ed autoimmuni. Continuò a tenere conferenze, partecipò a vari congressi di oncologia, pubblicò le sue scoperte su riviste mediche, curò con successo migliaia di persone. Risultato ?
Alcune denunce da parte dell'Ordine dei Medici (assolto), problemi a non finire, diffamazioni; ma l'aspetto più grave è che in tutti questi anni, Pantellini non è mai stato preso in considerazione dalla classe medica.
Non viene confutato, semplicemente viene totalmente ignorato.
Chi volete che abbia interesse a prescrivere l'Ascorbato di Potassio, un prodotto che costa poche migliaia di lire per un mese di terapia e che, oltre a tutto, non è brevettabile ?



Il metodo Pantellini.

Secondo gli studi del Dott. Pantellini, lo stress ossidativo danneggia le strutture della membrana cellulare, in particolare l'ATP-asi sodio/potassio (la cosiddetta pompa Na/K).
Ebbene, l'ascorbato di potassio interviene a riequilibrare questo meccanismo, introducendo potassio all'interno di una cellula cancerosa che induce fuoriuscita di sodio (e quindi del glucosio) dall'ambiente intracellulare. In questo modo si puo' ottenere: una nuova modificazione del pH intracellulare; una rapida diminuzione delle riserve nutritive, riducendo la glicolisi e reintroducendo un blocco potenziale sulla mitosi; così sembra possibile inibire il processo di proliferazione incontrollata.

Intervista al Dott. Pantellini

Cosco: Professore che cosa è il cancro ?
Pantellini: Il cancro è una malattia degenerativa che ha anche un'origine genetica. Fino a poco tempo fa io non avevo un'idea lucida di quale fosse l'origine di questa patologia, ma oggi ho la certezza che a provocare questa manifestazione siano i radicali liberi, radicali liberi che vengono messi in libertà nella cellula dai mitocondri. I mitocondri, con questi radicali liberi, colpiscono il nucleo della cellula diecimila volte al giorno, cercando di sovvertirlo. A questa azione dei mitocondri si antepone un enzima connaturato alla stessa cellula che, per natura propria, elimina questi radicali liberi. La produzione di questo enzima viene regolata da un gene. Quest'enzima è la superossido-dismutasi, fortemente riducente e contrastante l'azione dei radicali liberi. Se i radicali liberi, per condizioni particolari fisiologiche e anche per stress endogeni, stress ossidativo interno, riescono ad eliminare dalle cellule o da una cellula quest'enzima è certo che si scatena il tumore. Il cancro è una manifestazione di questo difetto cellulare.
C. : Cosa ne pensa della chemioterapia ?
Pantellini: Non dico nulla della chemioterapia, perché si sa già tutto. Essa ha un'azione deleteria e devastante sull'intero organismo. La chemioterapia si regge su un assioma, anzi su un paradosso: "Ciò che fa venire il cancro, lo guarisce", guardi a che assurdità si è arrivati. Nella chemioterapia, la ciclofosfammide non è altro che un iprite chelata che viene introdotta nell'organismo, causa sui tessuti delle reazioni di Feulgen liberando quattro molecole di acido cloridrico. Quindi come si può pensare di curare il cancro con l'acido cloridrico ?
C. : Come è arrivato a capire l'importanza dell'ascorbato di potassio per la prevenzione e la cura del cancro ?
Pantellini: Fu un malato che mi mise sulla strada dell'ascorbato di potassio. Scambiò il bicarbonato di sodio con il bicarbonato di potassio... (Il professor Pantellini racconta che nel 1948 una donna, il cui marito versava in gravissime condizioni, in quanto aveva un cancro allo stomaco giudicato inoperabile, si rivolse a lui perché almeno si riuscisse ad alleviare i tremendi dolori del poveretto. Pantellini le consigliò di fargli bere limonate zuccherate con del bicarbonato di sodio. Mesi più tardi vide quest'uomo per strada, quando lo credeva già morto e scoprì che, per errore, al posto del bicarbonato di sodio nelle limonate aveva messo bicarbonato di potassio. N.d.A.) ...e da lì è partita la mia ricerca.
C. : Questo sale...
Pantellini: E' il più forte antiossidante che abbiamo a disposizione oggi. Non è dannoso, viene assorbito rapidamente e agisce sul cancro. Difatti i tumori trattati con ascorbato di potassio o regrediscono o si fermano oppure vanno più lentamente avanti. La casistica è molto, molto, molto vasta e positiva.
C. : Quali sono i dosaggi ?
Pantellini: Per la prevenzione si possono somministrare due o tre dosi la settimana, la mattina a digiuno, per quattro o cinque mesi consecutivi, poi interrompere un mese e ricominciare. Per la cura, invece, di dosi bisogna assumerne tre al giorno. Cioè occorre prendere la dose preventiva di gr. 0.15 di acido ascorbico e gr. 0.30 di bicarbonato di potassio, tre volte al giorno.
C. : Posso scrivere che in caso di tumori definiti iniziali, con l'ascorbato, si ottiene la guarigione completa ?
Pantellini: Certamente, si ha il 100% di regressione del tumore.
C. : Ci sono altre malattie che rispondono bene a questo trattamento?
Pantellini: L'assunzione dell'ascorbato di potassio nei malati di AIDS mantiene l'individuo sieropositivo però non lo fa passare nella fase successiva. Stiamo portando avanti un protocollo di terapia sperimentale al riguardo e i risultati sono molto interessanti.
C. : Le persone in cura preventiva dal 1970 hanno...
Pantellini: Nessuna di loro, e sono molte centinaia, è stata colpita da cancro o da malattie virali.
C. : Professore lei è solo in questo lavoro ?
Pantellini: Sono affiancato da molti altri ricercatori, italiani e stranieri e poi in America diversi scienziati (tra cui Irwin Stone, Cameron e Pauling, N.d.R.) portano avanti protocolli sperimentali simili (fondati sull'ascorbato di sodio).
C. : Se l'ascorbato di potassio fosse somministrato su larga scala avremmo risultati incredibili ?
Pantellini: Si, ma non sono cose che posso fare io, io posso dare delle indicazioni. Si deve mobilitare chi è preposto alla salute pubblica, cominciando dal ministro della sanità.
C. : Il cancro è anche un affare e gli interessi economici che vi ruotano intorno sono davvero tanti e da tutto ciò che è emerso, le porcherie della "malasanità" di Stato...
Pantellini: Era una cosa logica. Non è una scoperta che ci sia la malasanità. Era meglio se i politici italiani avessero visto più a fondo l'interesse e la salute della gente, ossia pochi farmaci, ma buoni, sperimentati, che moltissimi farmaci anche con prezzi altissimi che non servono a nulla e fanno male.
C. : Sperimentano molto sugli animali...
Pantellini: E' difficile riportare l'esperienza fatta su animali all'uomo. L'uomo ha riflessi farmacologici molto diversi. Per esempio un coniglio mangia anche l'atropina senza avere nessun disturbo, l'uomo, invece, muore.
C. : Secondo lei la cecità dei cattedratici è frutto di ignoranza o di malafede ?
Pantellini: Io non so cosa nasconda, ma sono morti anche molti di loro di cancro, che io ho tentato di salvare.
C. : Visto il bassissimo costo dell'ascorbato di potassio, poche centinaia di lire, le industrie farmaceutiche hanno tentato di metterle i bastoni tra le ruote ?
Pantellini: Hanno provato, tramite anche i loro emissari appartenenti ad un certo tipo di classe medica, ma è difficile fermare la marcia dell'ascorbato di potassio.
C. : Ci sono dei medici in Italia che usano l'ascorbato ?
Pantellini: Ci sono dei bravissimi medici in Italia, dei bravissimi chirurghi, anche dei bravissimi oncologi che utilizzano l'ascorbato di potassio.
C. : Dove si può trovare l'ascorbato di potassio ?
Pantellini: Molte farmacie lo preparano bene, io non posso dire i nomi, però, ci sono farmacie a Firenze, Treviso, Verona, Milano e Bologna che hanno l'ascorbato di potassio perfettamente dosato e chiuso in bustine ermetiche.
C. : Professore un'ultima domanda. L'ansia e lo stress hanno importanza nella genesi di un cancro?
Pantellini: Certamente. La mente e i suoi complessi legami col corpo, rivestono una grande importanza. Io sono certo che l'insorgenza tumorale sia dovuta al riemergere di una struttura evolutiva della materia vivente, avvenuta qualche milione di anni fa, e che ciò si ripeta, oggi, quando i geni autoregolatori della chimica cellulare sono inattivati nel loro chimismo enzimatico per uno stress di qualsiasi natura.
Giuseppe Cosco  



Video Pantellini


Altre terapie: Gerson

La terapia di Gerson, un metodo naturale per la cura dei tumori:

La terapia Gerson è una terapia nutrizionale che il Dottor Max Gerson ha studiato, i primi del novecento, per la guarigione del cancro e di altre malattie "incurabili". Il protocollo della terapia, sviluppato empiricamente, contiene, in dosi farmacologicamente attive, nutrienti benefici per il malato di tumore.

Dal 1922, anno in cui il Dottor Gerson ha iniziato ad applicare questa terapia, migliaia di pazienti sono stati salvati.

Gerson ha osservato che, correggendo le turbe del metabolismo basale, che permettono lo sviluppo delle malattie croniche, tutti i sistemi dell'organismo possono venire riportati al giusto funzionamento.
Il corso di alcune malattie croniche, cancro incluso, può essere invertito. Il dottor Gerson sostiene che, nel cancro, è decisivo il mutamento del quadro patologico generale e non di quello locale.

La terapia proposta può essere modificata per il trattamento di alcune malattie croniche non maligne.

Il Dottor Gerson riscontrò che, negli anni venti, quando si iniziò a fertilizzare il suolo con sostanze chimiche, il potassio delle verdure e della frutta diminuiva. I processi di conservazione degli alimenti modificano ulteriormente l'equilibrio minerale naturale. Infatti notevoli quantità di sodio vengono aggiunte per conservare ed insaporire. Di conseguenza viene ridotta la riserva di potassio dell'organismo che, contemporaneamente viene costretto ad eliminare notevoli eccessi di sodio. Il Dottor Gerson spiega che questa variazione del metabolismo minerale viene seguita da variazioni del PH delle cellule che, a loro volta, agiscono sulla formazione e sulla riattivazione degli ormoni, delle vitamine e, soprattutto, dei diversi sistemi enzimatici ossidanti. A questo punto egli presume che le cellule "anormali" più deboli, esistenti in ogni organismo, siano le prime a risentirne e, nella loro lotta per sopravvivere, cambiano il loro metabolismo, trasformandolo da ossidante in fermentativo. Esse sopravvivono distruggendo il tessuto circostante con i loro prodotti metabolici tossici, finendo con l'uccidere il corpo che le ospita.

Allo scopo di aiutare l'organismo ad acquisire i minerali e le vitamine che gli occorrono, in forma facilmente digeribile, vengono somministrati ai pazienti notevoli quantitativi di succhi di frutta e di verdura biologici freschi.

Vengono somministrati anche frutta e verdure, crude o cotte, e insalate verdi biologiche.La prima fase della terapia è la disintossicazione. Questa viene realizzata somministrando ai pazienti uno speciale passato, preparato di fresco con verdure ed erbe specifiche, che Ippocrate dava ai malati di cancro. Questo passato serve a stimolare l'eliminazione delle sostanze tossiche attraverso i reni. Vengono inoltre praticati un grande numero di clisteri di caffè, pure biologico, poiché la caffeina ha l'effetto di aprire i dotti biliari che liberano grandi quantità di materiale tossico.

Per le prime sei settimane vengono eliminate tutte le proteine animali, per permettere al pancreas, la cui capacità di decomporre le proteine è già ridotta, di tentare di sopprimere e digerire il tessuto canceroso.

I succhi stimolano inoltre il fegato ed i reni ad eliminare le tossine accumulate. Viene anche effettuata una terapia epatica di sostegno sotto forma di ioduro organico e inorganico, notevoli quantità di una combinazione di tre sali di potassio in soluzione al 10% (acetato, gluconato e fosfato di potassio), enzimi pancreatici e vitamina B3.

Il trattamento esclude tutti gli alimenti lavorati, in scatola, salati, sott'aceto, imbottigliati, congelati, raffinati. Sono esclusi anche gli stimolanti di ogni genere e le sostanze tossiche, come le tinture per i capelli e i medicinali. Sono vietati anche i grassi ed il fluoro e, temporaneamente, sono vietati anche formaggio, uova, pesce, carne, latte e panna.

La percentuale delle guarigioni, tra i pazienti del Dottor Gerson, quasi esclusivamente ammalati di cancri terminali, e, comunque, tutti con metastasi, era superiore al 40%.

Nel 1946 il Dottor Gerson fu invitato ad illustrare la sua terapia di fronte al Senato degli Stati Uniti. Esso metteva a disposizione cento milioni di dollari per la ricerca sul cancro. Purtroppo il disegno di legge S. 1875 fu sconfitto per 4 voti su un totale di 96 votanti dalla lobby medica sostenitrice del metodo chirurgico e radiologico e la stampa fu impedita dall'incontrare Gerson.

A quest'evento seguirono cinquant'anni di boicottaggio feroce, dovuto all'invidia professionale, alle rivalità accademiche e, non ultima, alla legge del profitto.

Negli anni '90, per pressione della base, la terapia Gerson fu convalidata e tolta dalla lista delle "cure non provate" pubblicata dall'Associazione Americana per il Cancro.

E' importante far presente che la terapia Gerson offre migliori risultati ai pazienti che non si sono sottoposti al trattamento chemioterapico, introdotto poco prima della morte di Gerson. Questo trattamento crea infatti danni irreversibili al sistema immunitario sulla cui integrità si basa il successo di questa terapia naturale. Recentemente, comunque, è stato messo a punto un protocollo speciale per i pazienti indeboliti da precedenti terapie che ne ha permesso la guarigione in un buon numero.

Il 15 settembre 1990, la rivista "Lancet" ha pubblicato i risultati di un'inchiesta compiuta in un ospedale gersoniano da oncologi dell'Università di Londra. La conclusione è stata "Fu documentata l'inequivocabile regressione dei tumori".
Sempre negli anni '90, più di trent'anni dopo la morte di Gerson, sono stati eseguiti due altri studi serissimi sul suo metodo.

Testimonianze riguardanti la cura di Gerson

Lettera del Dottor Béla Horváth, oncologo dermatologo,a proposito dell'importante articolo di Giuliano Dego sui commenti negativi di Umberto Veronesi fino al discorso del Principe Carlo (“Il professore, il principe e i 'fondi di caffè'” pubblicato sul sito internet di Scienza e conoscenza 23 marzo 2005). Vorrei aggiungere che i commenti dell'oncologo italiano fanno parte dell'interminabile guerra di posizione tra la medicina convenzionale e quella alternativa.

I soli a soffrirne sono i pazienti. Per risolvere questa situazione l'unica via è la medicina complementare o, nelle parole del Principe, della “sanità integrata”. Solo così, in effetti, i pazienti ricevono la giusta e complessa serie di trattamenti di cui hanno bisogno. Oggigiorno negli ospedali convenzionali, con la loro produzione in serie, un tale approccio è impossibile: per questa ragione e a causa del vero bisogno dei pazienti di trattamenti complessi - curare la persona nella sua integralità - la medicina naturale continua ad attrarre adepti.

La gamma di cure naturali è vasta e una caratteristica di tutte è l'impossibilità di sperimentarle con controlli a placebo, o con gli studi randomizzati della medicina convenzionale. Questo vuol dire che sono inutili o soltanto che il nostro approccio è troppo semplificato e inadeguato?

La Terapia Gerson è uno di questi metodi. L'essenza di questa terapia metabolica è il consumo di grandi quantità di cibi biologici preparati secondo istruzioni, e ridotti in succhi freschi; clisteri e integratori che agiscono sul metabolismo. Questa terapia lunga e intensiva, richiede la partecipazione attiva del paziente fino alla guarigione e contrasta notevolmente l'immagine di pazienti che fumano, con la flebo appesa ad un supporto, mentre girano nei corridoi degli ospedali. La Terapia Gerson promuove la rigenerazione e la riattivazione di meccanismi naturali di guarigione.

Nel nostro mondo urbanizzato e avvelenato questa terapia dovrebbe essere parte normale e standardizzata del trattamento di tutte le malattie degenerative col sostegno di medici o oncologi ben versati nei metodi convenzionali e complementari. Questi professionisti darebbero consigli corretti ai pazienti su quando utilizzare farmaci, in caso di emergenza, e quando invece la Terapia Gerson.
Sfortunatamente, medici impreparati in questo senso spingono i loro pazienti nelle braccia di terapisti non esperti. I medici convenzionali dovrebbero includere terapie naturali come quella di Gerson.

Invece di questa guerra in corso, ritengo che il mondo abbia bisogno di medici e oncologi ispirati dalle leggi di Ippocrate piuttosto che farsi imbrigliare dalla macchina del profitto, e abilitati in entrambi i rami della medicina - inclusa la Terapia Gerson - così che li possano usare a seconda delle situazioni. Inoltre c'è un grande bisogno di prove mediche o come dice il Principe Carlo: di ricerca.

Faccio parte di un gruppo di sei medici e oncologi ungheresi che hanno fatto il primo passo in questa direzione formando l'Associazione Gerson di medici ungheresi. Il nostro impegno è quello di unificare la pratica della Terapia Gerson, la documentazione dei risultati e la raccolta di prove mediche.
Nel 2004 ho passato una settimana all'ospedale Gerson nel Messico. Ho studiato cartelle cliniche, e gli effetti della terapia sui pazienti e sono stato assolutamente sbalordito davanti ai miglioramenti soggettivi e oggettivi (aumento di peso, eliminazione di dolore e edema, ecc). Ho visto questo in pazienti con tumori in stadi molto avanzati e in molte altre patologie non maligne. Siamo decisi ad usare questa terapia in Ungheria e stiamo cercando di aprire un Centro dove si utilizzerà la Terapia Gerson e altre metodologie non invasive eppure molto efficaci.

Video Gerson


Fonti

  • www.tumorefegato.it
  • www.cibo360.it
  • www.laleva.org
  • www.wikipedia.it
  • www.giornalesentire.it
  • www.youtube.com
  • Enciclopedia: ' Nuovissima enciclopedia universale'.
  • Rivista: ' Le scienze ' (ottobre) .
  •  Rivista Focus domande e risposte




Blog di: Faoro Noemi  matricola 145616
             Soppelsa Maria  matricola 152568