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venerdì 30 novembre 2012

Introduzione metodi alternativi

Le terapie alternative per i malati di cancro proposte nel corso dell’ultimo secolo sono state numerosissime. Il ricorso a trattamenti non convenzionali, di efficacia non provata dal punto di vista scientifico, è un fenomeno diffuso. Esiste un lungo elenco di metodi anti-cancro non scientificamente convalidati, classificabili in almeno 6 gruppi principali: trattamenti chimici, vitaminici, vegetali, dietetici, di origine biologica e infine psicologici e/o psichiatrici. Negli Stati Uniti, già nel 1966, l’American Cancer Society ha raccolto in una monografia almeno una sessantina di diverse modalità di trattamento dei tumori insieme con una decina di test diagnostici tutte di efficacia non dimostrata. Molte di queste terapie, peraltro, sono conosciute e praticate solo in determinati Paesi: il trattamento con laetrile (composto a base di amigdalina, sostanza tossica che si estrae dai noccioli di albicocca e di mandorle)ha avuto grande diffusione negli Stati Uniti, come del resto è capitato negli ultimi anni alla cartilagine di squalo o in precedenza agli antineoplastoni (frammenti di proteine dapprima isolati dalle urine e poi sintetizzati in laboratorio). Anche in Italia, negli ultimi decenni, si sono verificati casi clamorosi di presunte terapie anti-cancro (siero Bonifacio, emoscambio, metodo Di Bella) che non hanno superato il vaglio delle sperimentazioni cliniche ufficiali.